Impegno e passione alla "base vita" di Donnas durante il "Tor de Géants": «abbiamo curato tutti gli atleti»
Scritto da Roberto Belluco Venerdì 16 Settembre 2011 10:00
Il 18 settembre, con arrivo e partenza da Courmayeur, si è chiusa la seconda edizione del "Tor de Géants", gara di endurance trail competitivo dove gli atleti sono stati chiamati a correre sulle "Alte Vie" della Valle d'Aosta, percorrendo 330 chilometri con una somma di oltre 24mila metri di dislivello, con sforzi che rasentano l'incredibile. Tanto si è scritto su questa competizione, ma dietro di loro c'è una grande organizzazione mantenuta dal lavoro dei volontari. Sportvda.it ha seguito il lavoro dei volontari nella "base vita" di Donnas, allestita nel salone polivalente "Bec Renon", dove si sono alternati, in turni che hanno coperto le ventiquattro ore richieste dall'organizzazione, oltre cento volontari: «sono una risorsa fondamentale - commenta Amedeo Follioley, sindaco di Donnas - senza l'apporto di queste persone non si sarebbe potuto fare nulla».
La "base vita" di Donnas, ideale giro di boa della gara, è stato un "punto critico" per gli atleti, perché si trova al termine di una lunga discesa arrivando da Champorcher, per poi risalire verso Gressoney: «abbiamo garantito un pasto caldo, un posto per dormire e assistenza a tutti gli atleti - spiega Fabrizio Curti, presidente della "pro loco" - cercando di essere sempre al massimo dell'efficienza». Anche il punto di soccorso non ha avuto un momento di respiro: «possiamo affermare con certezza che quasi tutti gli atleti si sono rivolti a noi - evidenzia Sandra Bagatella, presidente dei "Volontari del soccorso" di Donnas - ad un certo punto abbiamo dovuto sdoppiare il punto di soccorso per le tante richieste».
All'ingresso, il "punto in" del cronometraggio, gli atleti vengono accolti dai volontari con applausi e, dopo aver registrato elettronicamente l'ingresso, il corridore veniva subito preso in carico per consegnare la borsa degli effetti personali e guidato verso un pasto, una doccia, un massaggio o un letto: «le esigenze erano tante - ricorda Andrea Ruggeri del "Gruppo Alpini" di Donnas - e ci siamo prodigati per risolvere tanti piccoli problemi. Alle volte anche solo fare quattro chiacchiere rilassa».
Gli atleti non hanno mancato di sottolineare la disponibilità trovata durante il percorso: «qui le persone sono fenomenali - afferma Piero, atleta milanese - quando arrivi ti trattano come se tu fossi il primo arrivato. Li dobbiamo ringraziare per tutto».
Il "Tor de Géants", come recita il "claim" istituzionale, è "un'esperienza umana per tutti", ed è, effettivamente la realtà: «lo scorso anno, come in questa edizione, mi sono occupato di fare i massaggi - sottolinea, sorridendo, Mauro Chenuil, capo distaccamento dei Vigili del fuoco volontari di Donnas - ed un atleta era contento di rivedermi, mi ha anche detto che sperava di trovarmi, perché il mio massaggio lo aveva aiutato».
L'esperienza del "Tor de Géants" è stata, per Donnas, frutto di un grande lavoro di preparazione e di concertazione: «ci siamo preparati per diversi mesi - conclude Fabio Marra, assessore al turismo del Comune della bassa Valle - con confronti serrati tra Amministrazione, volontari e organizzatori del "Tor". Basta guardarsi intorno per capire come si è lavorato insieme, si può solo affermare che siamo una grande squadra. Una bella prova che ci fa pensare con tranquillità anche ad eventi futuri».
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