Il vento rallenta la salita all'Annapurna di Abele Blanc e Marco Camandona, al passo con gli sherpa

alpinismo ed estremo

Una panoramica dell'Annapurna L'alpinista valdostano Abele Blanc è costretto da un forte vento a rallentare la salita verso la cima dell'Annapurna, il suo quattordicesimo e ultimo "ottomila". La sfida alla vetta della catena himalayana, a 8.091 metri accanto all'Everest, si ripete per la sesta volta e riceve il supporto del Forte di Bard.

A rallentare la salita di Blanc, affiancato da Marco Camandona, Michele Enzio e Silvio "Gnaro" Mondinelli, è la "jet stream", corrente a getto che può raggiungere i 322 chilometri orari.
Nella giornata di martedì 20 aprile la spedizione, unica non commerciale presente sull'Annapurna, è salita fino al "campo 1", a quota 7.050 metri, ma il pernottamento era troppo rischioso e gli alpinisti sono stati costretti a scendere a 6.400 metri: «la salita - racconta Abele Blanc - si è comunque svolta in condizioni fisiche ottime, che hanno permesso di tenere il passo degli sherpa».
Nella giornata di giovedì 22 il gruppo tenterà di nuovo la salita sui settemila metri, per pernottamento e acclimatamento, ma se le condizioni fossero favorevoli gli italiani pensano addirittura di tentare la salita al campo 2, a quota 7.700: «in generale stiamo tutti bene - aggiunge Marco Camandona - a parte un po' di tosse d'alta quota. Quello che da più fastidio è il forte vento che parte dalla vetta dell'Everest fino al campo base, dove siamo obbligati a stare. Tante ore fermo in tenda con il vento che sbatte mi demoralizza, spero che nei prossimi giorni si possa salire a dormire al "campo 1" a 7.050 metri per poi proseguire a piazzare il "campo 2"».
Il diario della spedizione è pubblicato sul sito ufficiale del Forte di Bard.

 

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